Livio Bertola, sposato da 41 anni con Teresina, 3 figli naturali e la quarta in adozione dopo 12 anni di affidamento. Dai primi tre figli arrivano ad aumentare la famiglia 11 nipotini, di età compresa tra 2 e 13 anni. Terzo di quattro figli, Livio subentra successivamente al papà Antonio e allo zio nell’azienda Bertola srl situata a Marene in provincia di Cuneo che ancora oggi, dopo 73 anni di attività, si occupa di trattamenti superficiali su metalli (cromatura) per marchi prestigiosi, alcuni di fama internazionale.
La Bertola srl fondata nel 1946, immediato dopoguerra, nasce col nome di “Officina Galvanica Marene” dal papà Antonio tornato, scampato, dalla prigionia nei campi di concentramento in Germania, dal fratello Giuseppe rientrato dall’esperienza partigiana e da Michele fratello primogenito più anziano rimasto a casa a condurre “l’azienda madre”, anch’essa di cromatura, da lui avviata già nel 1930 a Torino.

La Bertola srl si ritrova attualmente con un personale di 28 dipendenti, con tre dei quattro figli di Livio, recentemente diventati soci, dove lavorano a tempo pieno e con incarichi dirigenziali.
La clientela della Bertola srl, allora come oggi, la si può trovare principalmente nel settore motociclistico, fitness ed automotive. Affascinato e quindi scoperta la propensione al progetto di costruzione di un mondo più unito e fraterno, attraverso il movimento dei Focolari dagli anni ’70 cerca di impegnarsi nell’applicazione dell’Arte di Amare proposta da Chiara Lubich, e successivamente dall’Economia di Comunione (EdC). Sperimentato appagante e vincente questo modello, viene naturale proporlo in famiglia ed in azienda, nonostante prove di vario genere di rapporti e di mercato, che si susseguiranno negli anni.
Nel 2011 intensificati rapporti di collaborazione con emeriti proff. di economia quali Stefano Zamagni, Luigino Bruni, Leonardo Becchetti, su loro proposta, accetta con grande entusiasmo di costituire con una dozzina d’imprenditori e professionisti provenienti da varie regioni d’Italia, un’associazione laica, apartitica, ispirata ai principi EdC.

Nasce così 7 anni fa, il 23 settembre 2012 l’AIPEC, associazione che tutt’ora rappresenta, acronimo di “Associazione Italiana Imprenditori per un’Economia di Comunione”, che mira a raccogliere la sfida di rendere diffusiva il più possibile l’esperienza vissuta quotidianamente insieme a tanti altri imprenditori e professionisti, facendo semplicemente emergere il tanto di buono che già esiste nelle persone ed imprese per puntare ad una aggregazione più estesa, tra imprenditori, … ma anche con studenti, lavoratori, casalinghe, pensionati e disoccupati, perché è scoperta la possibilità di sviluppare circuiti virtuosi, tra crescita delle comunità e imprese. Tale nuova realtà diventa pertanto il primo ambito di attenzione verso le IMPRESE, la cui “casa” sarà il Polo Lionello Bonfanti in Toscana e sede di AIPEC. L’associazione si propone di incoraggiare altri due ambiti:
l’attenzione ai bisognosi ritenuti parte dell’agire economico (coinvolgendoli ad es. direttamente nelle proprie aziende, nei cicli produttivi e/o destinando, nella più assoluta libertà, parte degli eventuali utili ad una onlus animata dagli stessi valori) e l’attenzione verso un’adeguata formazione per mantenere viva e maggiormente consapevole la scelta e la conoscenza verso questa nuova economia, civile e di comunione.

A tal proposito molto spesso ci si avvale di corsi organizzati dalla SEC (Scuola di Economia Civile) e da IUS (Istituto Universitario Sophia).
Nel dar seguito alla proposta del prof Bruni di cercare nuove opportunità lavorative, di creare “nuove torte”, anche l’azienda Bertola srl ha costituito da un paio d’anni una società High Technology con un personale già cresciuto ad oggi ad una quindicina di addetti.
Più nel piccolo, ma con lo stesso spirito d’iniziativa, col desiderio d’intraprendere, a Savigliano, dintorni di Marene, Lia, la figlia più giovane, da poco più di un anno rileva e rilancia un esercizio commerciale. Piace concludere con una battuta di Aristotele (ricordata spesso da Zamagni):
“La virtù è più contagiosa del vizio” … a patto che venga fatta conoscere (la “luce sul moggio”- il bene va fatto conoscere).